Agrivoltaico: TAR Bolzano annulla i vincoli, la Toscana semplifica

Il nodo delle autorizzazioni resta il principale freno alla crescita del fotovoltaico italiano. Il 24 giugno 2026 due segnali normativi convergono nella stessa direzione: il TAR di Bolzano ha annullato i limiti provinciali all'agrivoltaico per assenza di studi tecnici a supporto, mentre la Giunta toscana ha approvato un pacchetto di semplificazioni procedurali che ora passa all'esame del Consiglio regionale. Letti insieme, segnalano una pressione crescente — giudiziaria e legislativa — per sbloccare l'iter di installazione degli impianti rinnovabili.

Il TAR di Bolzano smonta le restrizioni locali senza basi scientifiche

Il TAR di Bolzano ha accolto il ricorso di un proprietario terriero, dichiarando che i rigorosi parametri provinciali imposti agli impianti agrivoltaici risultano arbitrari e privi di base scientifica in assenza di studi tecnici che li giustifichino. La pronuncia pesa sull'intero sistema di governance locale delle rinnovabili: sancisce che le restrizioni non possono fondarsi su valutazioni discrezionali. Per gli sviluppatori di impianti, significa che ordinanze provinciali simili — se sprovviste di analisi tecniche documentate — restano giuridicamente vulnerabili.

Il cantiere normativo della Toscana

La Regione Toscana ha portato in Giunta il 22 giugno 2026 un pacchetto di norme per semplificare le autorizzazioni agli impianti rinnovabili, che ora passa all'esame del Consiglio. Il provvedimento si affianca alle leggi già approvate sulle aree idonee e sulle zone di accelerazione, con l'obiettivo di fissare procedure uniformi e ridurre la discrezionalità delle amministrazioni locali.

Il nucleo è una proposta di legge regionale che fissa obiettivi di produzione per ogni Comune e introduce un meccanismo di copianificazione con la Regione per sbloccare impianti anche su aree non classificate come idonee. "Se ci sono delle aree protette su cui insistono vincoli, noi come Regione ci prenderemo carico di superarli con provvedimenti regionali affinché quel Comune possa raggiungere l'obiettivo", ha dichiarato il presidente Eugenio Giani.

L'assessore all'ambiente David Barontini ha precisato che le nuove procedure sono più snelle soprattutto per gli impianti di minore dimensione, "quelli più compatibili con il territorio e più vicini a cittadini e imprese". La norma favorisce mini-eolico, fotovoltaico e agrivoltaico nelle aree idonee, sonde geotermiche a circuito chiuso, e introduce regole precise contro il frazionamento artificioso dei progetti.

Semplificazioni per fotovoltaico e agrivoltaico: avanzamenti normativi in Italia
Veduta aerea di un campo agricolo al tramonto. Foto di Sam McCool su Pexels

La norma sulle aree idonee — approvata dalla Giunta l'8 giugno e trasmessa al Consiglio il 16 giugno — fissa le fasce di rispetto tra impianti: 100 metri per progetti tra 500 kW e 1 MW, 150 metri per impianti tra 1 e 5 MW, 200 metri per impianti uguali o superiori a 5 MW. Gli impianti di accumulo elettrochimico devono mantenersi a non meno di 150 metri dalle superfici boscate. Ogni Comune può proporre alla Regione di innalzare fino al 10% della superficie agricola utilizzabile la quota destinabile all'agrivoltaico, con esclusione delle aree tutelate e di quelle entro 500 metri dai beni ambientali vincolati.

Sul piano degli oneri economici: per impianti sopra 1 MW soggetti a PAS le misure di mitigazione variano dall'1% al 3% del valore economico della produzione attesa; per quelli soggetti ad autorizzazione unica regionale la compensazione sale al 4% — tre quarti destinati ai Comuni e un quarto alla Regione.

Il quadro per gli operatori del settore

Giani ha proiettato per la Toscana una copertura superiore al 51% da rinnovabili "nell'immediato futuro" e il superamento del 66% entro il 2030.

Per gli operatori, la legge toscana trasforma parametri finora impliciti in valori espliciti e difendibili: le fasce di rispetto e le percentuali di compensazione diventano variabili note nella modellistica di progetto. La distribuzione della quota del 4% — con il 3% ai Comuni e l'1% alla Regione — sostituisce la trattativa caso per caso con un'aliquota fissa, riducendo l'incertezza sui costi autorizzativi per gli impianti di grande taglia.

La pronuncia di Bolzano e il disegno di legge toscano convergono su un principio comune: le restrizioni all'agrivoltaico devono avere una base tecnica misurabile. Il vero banco di prova sarà l'iter in Consiglio regionale toscano: i parametri sono già quantificati, ma le modifiche in sede assembleare determineranno se il quadro rimarrà abbastanza stabile da sostenere la pianificazione degli investimenti nel settore.

Fonti

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